STORIE DIETRO I DISEGNI – DISCO BALLS
Storie dietro i disegni: Disco Balls & Op Art
Se osservi da vicino Disco Balls, noterai che in questo disegno geometrico il ruolo principale lo gioca l’interazione dei colori. L’effetto illusorio di «rigonfiamento» nasce dal gioco di colore e forma che inganna l’occhio. Potresti perfino voler toccarlo per verificare se il disegno è davvero in rilievo.
Succede perché questo disegno ha molto in comune non solo con le vere sfere da discoteca, ma anche con l’arte, e più precisamente con l’Op Art.

«Op Art» è l’abbreviazione di «optical art», uno stile dell’arte contemporanea che usa l’illusione ottica per creare effetti visivi particolari.
Il «padre» dell’Op Art è Victor Vasarely, che creò i suoi primi capolavori illusionistici negli anni ’30 e ’40. Il termine «Op Art», però, fu usato per la prima volta solo anni dopo, nella recensione di Donald Judd a una mostra di Julian Stanczak, e fu reso popolare nel 1964 da un articolo del Time Magazine. Gli anni d’oro dell’Op Art furono i ’50, ’60 e ’70, con la grande mostra «The Responsive Eye» del 1965 al Museum of Modern Art di New York, che riunì 123 dipinti e sculture di artisti presto diventati icone dello stile: Victor Vasarely, Bridget Riley, Richard Anuszkiewicz, Julian Stanczak, Frank Stella, Carlos Cruz-Diez, Josef Albers e molti altri. Le opere Op Art sono ancora molto apprezzate dai collezionisti e alcune vengono vendute per centinaia di migliaia di dollari.

Le opere Op Art sono astratte e usano pochi colori e forme, ma scelti con cura, che interagiscono in modo dinamico. I primi artisti Op Art usavano addirittura solo il bianco e il nero, perché danno il contrasto migliore, il più «puro»! Altri pittori studiarono a fondo l’interazione dei colori. L’accento è posto sugli effetti percettivi: l’impressione di movimento, spazio, vibrazione o persino di disegni nascosti.
La fascinazione per i fenomeni ottici rende gli artisti Op Art eredi non solo degli astrattisti moderni, ma anche degli antichi maestri che inventarono il trompe-l’œil (in francese «inganna l’occhio»), oltre che della teoria del colore dell’Ottocento. Le opere Op Art hanno a volte titoli poetici che guidano lo spettatore verso un’altra interpretazione, simbolica.
Trovi effetti ottici anche in altri disegni LennyLamb, come Illumination, che usa colore e forma per creare un’illusione.

Non tutti sanno che molti maestri dell’Op Art, come Wojciech Fangor, Richard Anuszkiewicz o Julian Stanczak, avevano origini polacche, proprio come LennyLamb!